aziende italiane, benessere organizzativo, cambiamento, competenze manageriale, leadership

«È sc-sc-scientifico!», quindi moderno, quindi giusto, legale, morale.

I soliti ignoti è un film del 1958 ed è un grande mosaico storico che ci restituisce con leggerezza l’immagine complessa di quell’epoca. Un mondo di povertà urbana che resiste nei suoi valori tradizionali all’attacco della nuova società di massa, i protagonisti hanno con questa doppia identità, divisi tra tradizione e innovazione.

i_soliti_ignotiIl gruppo rimane titubante per tutta la durata del film, nessuno riesce con convinzione ad abbracciare quello spirito nuovo che viene riflesso dalla società del benessere, nemmeno il protagonista, “il Pantera”, che solitario in un’opera di autoconvincimento continua a ripetere: «È sc-sc-scientifico!», quindi moderno, quindi giusto, legale, morale.

Sei  un individuo sufficientemente ambizioso da voler migliorare le tue performance professionali e i tuoi risultati? Sei un manager che ha capito l’importanza di sviluppare doti da leadership?

Mi rivolgo a tutti coloro che gestiscono un business e delle persone, perché hai più successo quanto più sei in grado di gestire il tuo business e la tua squadra. Questa capacità è diventata più importante dell’abilità di svolgere bene il tuo lavoro.

La capacità di svolgere bene una professione non è più garanzia di successo, soprattutto se ci si avvale della collaborazione di altre persone che devono essere guidate nel raggiungimento di risultati di business.

Nell’epoca storica in cui viviamo, buona parte delle cose che ci sono state insegnate riguardo al dirigere le persone non funziona e spesso provoca dei danni. La maggioranza dei manager ha bisogno di resettare quello che ha imparato dalle generazioni precedenti, perché il mondo cambia velocemente, cambiano “le regole del gioco” e ciò che si è sempre fatto non può produrre gli stessi risultati.

“La frase più pericolosa in assoluto è: abbiamo sempre fatto così”. Grace Hopper .

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Nel libro Le 7 regole per avere successo c’è una bella metafora, sulla differenza tra manager e leader:

Immaginate un gruppo di professionisti che creano un sentiero nella giungla a colpi di machete. Sono coloro che agiscono, quelli che risolvono i problemi. Si aprono la strada nel sottobosco, tagliando arbusti e liane.

A seguire arrivano i manager, che affilano i machete, scrivono manuali organizzativi e di procedure, implementano programmi per lo sviluppo della muscolatura, introducono tecnologie innovative e fissano orari di lavoro e programmi di svago per i collaboratori.

Il leader è quello che sale sull’albero più alto, esamina l’intera situazione e grida: “E’ la giungla sbagliata!”. Ma come rispondono spesso gli impegnati, efficienti lavoratori  e manager? “Stia zitto, noi stiamo facendo progressi”.

Spesso siamo così occupati ad aprirci la via attraverso il sottobosco che non ci rendiamo neppure conto di trovarci nella giungla sbagliata.

Un manager oggi sa che non basta dare direttive e istruzioni ai propri collaboratori, sa che per avere il massimo dalla sua squadra deve gestire al meglio se stesso e i rapporti interpersonali.

Tutto questo richiede un salto di qualità non soltanto culturale, perché si passa dal dirigere gli altri a gestire se stesso e gli altri.

La mentalità del lavoratore è cambiata, anche se ancoraProgetto senza titolo (18)

molti non se ne sono resi conto, in un mondo in costante cambiamento, i livelli si sono elevati e le persone sopportano sempre meno il fatto di dover lavorare in un ambiente che non contribuisca al suo benessere e alla soddisfazione personale.

Se in passato una persona accettava qualsiasi condizione lavorativa perché doveva guadagnare denaro per soddisfare i bisogni primari, oggi i bisogni primari sono già soddisfatti e le persone cercano un ambiente favorevole per poter sviluppare le proprie potenzialità.

Un lavoratore che si sente frustrato non darà il massimo e sarà portato a sabotare se stesso e contagiare negativamente il gruppo di lavoro.

Kenneth Blachard definisce la leadership come “un atto di influenzamento che consiste nel lavorare con le persone e attraverso le persone per realizzare i loro obiettivi e quelli dell’organizzazione”. Parole come “influenzamento”, “persone”, “lavoro”obiettivi”, “organizzazione” rimandano a capacità di comunicazione, organizzazione del tempo, del lavoro, alla gestione delle persone.

Oggi nel mondo del business del terzo millennio, essere insufficienti in una di queste capacità può costare caro.

Le dieci capacità che possono fare la differenza sono:

  1. Gestione del personale
  2. Gestione del team
  3. Formazione e coaching
  4. Gestione del cambiamento
  5. Comunicazione efficace
  6. Gestione del tempo
  7. Gestione di se stessi
  8. PNL
  9. Lean management
  10. Personal branding

Se ti trovi a gestire delle persone e un business e hai l’ambizione di imparare a farlo meglio, allora puoi contattarmi per sviluppare doti di leadership.

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