Rubrica - autodifesa verbale

Rubrica – Autodifesa verbale

 

Il morbido vince il duro. Il debole vince il forte. Lao Tsu

Come devo reagire ai commenti idiote e inopportuni? …Senza perdere la calma e provocare un litigio?

Quando le persone parlano tra loro a volte usano il tono sbagliato. Il nostro interlocutore si lascia scappare una battuta stupida, un commento offensivo o un’osservazione sgarbata e noi ce ne restiamo lì impalati.

In questa rubrica troverete le migliori strateglie con le quali potete difendersi, strategie mirate all’autodifesa personale, sono semplici, facili da memorizzare e ciascuna applicabile in ogni situazione e fornisce risposte universali, non prevedono termini offensivi , non intaccano il piano relazionale.

Tutte hanno il potere di influire sulle emozioni, non vi sentirete più offesi o attaccato, ma apprenderete l’arte di essere superiori.

Questa tecnica non vi porta ad abbassarsi al livello del l’interlocutore, risparmiandovi un inutile lotta .

Se avete sempre desiderato di riuscire a controbattere in modo impeccabile e con il sorriso sulle labbra, avete tra le mani lo strumento giusto.

Buon divertimento!

 

1 L’arte del non-combattere

Sottomettere il nemico senza combattere: questa è l’arte suprema. Sun Tsu

Combattere o litigare non è la cosa più furba, ogni battaglia che intraprendete comporta effetti collaterali per voi. Il cortisolo detto “ormone dello stress”, nuoce a tutto il vostro organismo e ogni volta che entrate in conflitto con un’altra persona è come se affondaste la mano in un mucchio di schegge di vetro e in realtà sarete voi a farvi male e siete stati voi stati a procurarvelo.

Il vostro avversario sa che passerete il tempo a rimuginare e a sentirvi a disagio nel vortice dei pensieri di cui la vostra mente e preda.

Alcuni si convincono di dover sempre lottare per riuscire ad affermarsi e il loro motto è “Mi devo far vale” e sembra esserci solo due possibilità: combattere o evitare di combattere.

Ma c’è anche una terza strada.

Lo scontro non è la migliore soluzione, non è la più evoluta, ne la più vantaggiosa. Evitare lo scontro e vincere è un’altra possibilità a nostra disposizione.

Nel libro di Aikido und der nue Krieger (L’aikido e il nuovo lottatore) Terry Dobson racconta una situazione critica vissuta su un treno suburbano di Tokyo. Vi riassumo la storia.

Terry Dobso, uno dei primi maestri occidentali di aikido, sedeva in uno dei treni sovraffolati dei sobborghi di Tokyo quando ad un certo punto la sua attenzione fu attirata da un operaio giapponese ubriaco che infastidiva le persone. Pieno di odio e di rabbia urlò contro una signora che teneva in braccio un neonato, poco dopo contro un’anziana. Per Terry che praticava l’aikido da anni era una buona occasione per mettere in pratica a buon fine l’arte appresa.

Si alza in piedi e l’uomo ubriaco lo vide e cominciò a insultarlo,Terry gli lancio un bacio a distanza e l’uomo andò su tutte le furie.

A quel punto qualcuno gridò a voce alta “Ehi!”. L’ubriaco si fermò e si volto verso la direzione da cui era giunto il grido. Si volto anche Terry, che si era già preparato allo scontro.

Un vecchietto esile si era rivolto all’ubriaco con tono gentile, dicendogli; “Vieni qui”.

L’altro, pronto all’attacco, si rivolse verso di lui e gli chiese:” E tu cosa vuoi, vecchio rimbambito?!”

Il vecchio a sua volta gli chiese gentilmente:”Cosa ti sei bevuto?”

L’ubriaco rispose in tono aggressivo di aver bevuto sakè.

Il vecchio a quel punto cominciò a raccontare tutto allegro che anche a lui piaceva il sakè assieme alla moglie su una vecchia panchina di legno  del suo giardino. Mentro lo diceva sorrise all’altro, che si calmò un po’. Il vecchio gli chiese di sua mogli.

A quella domanda l’ubriaco si fece triste, non aveva moglie, nè soldi, né un posto per dormire, e si vergognava.

Il vecchietto lo invitò cordialmente:”Perché non ti siedi qui e mi racconti tutto?”.

L’altro si sedette e i due incominciarono a chiacchierare.

Terry riconobbe che quello era la forma più elevata di aikido, lui aveva pensato di mettere a tacere l’ubriaco con la forza dei muscoli, al vecchietto per vincere era bastata qualche parola gentile.

Questa è l’attitudine a non-combattere.

 

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